Chi siamo

B&B
Cascina Rossa

Nel cuore del Parco Lombardo del Ticino in una zona di acque sorgive e di boschi, isolata ma facilmente raggiungibile, Cascina Rossa è una tenuta di 20 ettari sulle rive del fiume.

Intorno all’edificio storico, ci sono strutture e terreni che si prestano ad accogliere gruppi numerosi per feste, cerimonie e semplici grigliate con una capacità al coperto di 60 persone con tavoli e nella bella stagione fino a 200 persone all’aperto nel parco del laghetto, sotto alberi secolari.

La struttura offre inoltre spazi per attività e corsi di tipo artistico,sportivo e meditativo : pittura, ceramica, musica, yoga, canoa, fotografia naturalistica, ricerca, riconoscimento ed uso di piante selvatiche ad uso alimentare e salutistico. Ottima base di partenza per percorsi a piedi, in bici od in canoa, per scoprire la natura incontaminata di casa nostra e le ville del Naviglio Leonardesco.

Breakfast

La colazione viene servita nella sala del Camino al piano terra, a scelta colazione standard o "della Cascina" (con supplemento). Su ordinazione “lunch box” per risolvere il pasto di mezzogiorno “on the road”. Convenzione con ristoranti e pub della zona per la cena, a distanze da 1 fino a 4 Km raggiungibili in bici o auto. Wi-Fi gratuito nel b&b.

La storia

La parte più antica della Cascina risale al “700 ed era un eremo, prima costruzione nella valle del Ticino sulla direttrice Milano-Torino-Francia. Era custode dei “porti Natanti” cioè dei traghetti a due barche tenute da 2 funi ancorate a grossi plinti, le “Piarde”, che nella parte di fiume che prima veniva passato a guado, trasportava merci,viandanti ed animali tra le due sponde. Da qui la denominazione delle strade chi vi conducono “strada al porto”, “strada al porto detta la vecchia” ecc.

A poca distanza nel 1821 venne quindi costruito il ponte Napoleonico, primo tra i ponti in sasso legno e cemento, sul quale ancora oggi passa la ferrovia Mi-To.

Successivamente veniva ampliata assumendo una connotazione più agricola fino al suo completamento nella seconda metà del 1800, restando sempre “terra di confine” e per decenni costituì appunto il confine tra stato Piemontese ed impero Austro-Ungarico fino alla “Battaglia di Magenta” che vinta dai Franco-Piemontesi, pose termine a questo “mobile confine”.